INDEX VOCUM
Versione Hetrusca
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Abecedaria tabella, la tavoletta o carta dove si impara a leggere.
Acapna ligna, legna secche, che non fanno fumo.
Acerosus panis, pan di semola non crivellata, pan grosso.
Acicula, il puntal della cigna.
Adventor, avventore, cioè colui che viene spesso a servirsi nella nostra bottega.
Adventorium prandium, il desinare, che si manda incontro a qualcuno, o che si fa per la sua venuta.
Aedilis, il maestro, o soprastante alle strade, agli edificii ed alle vettovaglie della città.
Aestuarium, la stufa, luogo caldo per l'inverno.
Alveoli, i tavoglietti [tavolini] da giuocare a' dadi.
Amanuensis puella, puer, il figliuolo o figliuola, che teniamo presso di noi per servircene prontamente.
Amylum [Amydum], amido, che si fa di frumento o d'orzo.
Anaclinterium, il materazzo, o letto, o luogo dove si dorme il giorno.
Ancon, il gomito delle braccia.
Angiportus, via o strada senza uscita.
Antiae, i capelli che pendono davanti alla fronte delle donne.
Antilena, pettorale de' cavalli o d'altre bestie.
Anthereon, la parte di sotto alla barba.
Apyrotum, vaso da rinfrescarvi le cose.
Aquileus, fosco, nigriccio, di color aquilino.
Aquiminarium, vaso da portar acqua.
Architriclinus, il soprastante de' conviti.
Arieto, as, dare di corna e di testa, come il montone.
Aromataria taberna, spezieria.
Artolaganum, frittelle, o cosa tale fatta di farina e fritta con olio.
Astrigmenta exarmata, stringhe senza puntale.
Asturco, cavallo giovanetto.
Atlantes et Caryatides, sostegni delle travi in figura d'uomini o di donne.
Attalicus textus, broccato, drappo sontuoso, come erano quei che usava il re Attalo.
Autopyrum, pane di farina non setacciata.
Auxilla, pignatella.
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Baculus, il bastone o la bacchetta.
Batalarius, bacciliero [baccelliere].
Batillum, badile, paletta.
Bibulus, a, um, cosa che s'imbeve o s'inzuppa, come la carta non buona, che l'inchiostro passa da parte a parte.
Bombycina levis, velo di raso di seta.
Bombycinum villosum intercisum, velluto alto basso, cioè velluto segnato.
Bosimus nasus, naso ammaccato, schiacciato.
Brechma, la parte dinanzi della testa.
Bubula salita, carne di bove salata.
Buccea, eae, il boccone.
Buccula, la baviera dell'elmetto.
Bulimia, fame grande.
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Caccabus, la caldaia.
Calantica, la scuffia delle donne.
Campe, la piegatura del braccio[1].
Capite censi auctores, autori vili.
Capite deminuti, infami per giudizio.
Capripilia, veste di ciambellotto [cammellotto].
Capronei, capelli sopra la fronte.
Capsax, acis, vaso dell'olio e dell'aceto.
Carchesium, vaso da bere alto e con mani, che è il segno di coppe nelle carte da giuoco.
Carduelis, il cardellino.
Caryota, il dattilo [dattero] della palma.
Causia [Causea], ornamento di testa, di cui si servivano i re di Macedonia.
Cella penuaria, la dispensa o salvaroba da mangiare.
Cella vinaria, la cantina o cella di vino.
Cervical, capezzale o guanciale.
Charta bibula, carta sugola [assorbente].
Charta emporetica, carta di stracci.
Chiromactrum, il tovagliolo da asciugar le mani.
Chytropus, odis, pignatta co' piedi.
Cibarius panis, pane della gentaglia.
Cibila mensa, mensa ove si mangia.
Cingulum, la cintura.
Cingulum coriaceum, correggia.
Cingulum puniceum ex lino, il cinto lavorato.
Cingulum textile, la cinta tessuta.
Circulator, il ciarlatano o montimbanco [saltimbanco].
Clatrus, la stanga da serrar la porta.
Clava, la mazza d'argento.
Clavarius, il mazziere.
Classici auctores, i principali e buoni autori.
Clavilis, vedi Faber clavilis.
Clitella, barda o basto.
Clitellarium iumentum, bestia da barda, o basto.
Coactilitius, a, um, di feltro.
Coaxatio, intavolatura, cioè molte tavole o travicelli posti insieme ordinatamente per qualche edificio.
Cochlides scalae, scale a lumaca.
Codex, il libro.
Codex exceptorius, il libro dove si copia o si trascrive.
Cena recta, cena ove mangiano tutti senza differenza.
Condylus, il nodo delle dita.
Conopeum, il padiglione da letto.
Confriatus, sminuzzato, ridotto in pezzi.
Contignatio, l'intravatura della casa.
Corollarium, l'aggiunta, che si fa nel vendere qualche cosa [dono, mancia].
Cremor, il latte o succo, che si cava dal frumento macerato.
Crumeniseca, tagliaborse.
Crumenarius vicus, la strada della zecca e de cambiatori.
Cucullio, il cappello o scapolare.
Cucuma, la cocoma [cuccuma] o lancella da scaldare acqua.
Cullulus ligneus, calice di legno.
Curio, il sacerdote, volgarmente detto il curato.
Cydoniatum, cotognata.
Cydonipersicum, melo cotogno.
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Damascena vestis, veste di damasco.
Decoquere vel rem decoquere, fallire.
Decussate, incrocicchiatamente.
Depleo, es, vuotare.
Dies operarius, giorno di lavoro.
Diobolarius, a, um, cosa di poca valuta [da due soldi].
Dominaster, chi fa il padrone, non essendolo.
Dossuale iumentum, bestia da soma.
Dulciarium forum, piazza o strada ove si vendono cose dolci.
Duricorius ficus, fico che ha la pelle dura.
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Elementaria tabella, tavola da imparare l'abbiccì.
Embamma, salsa o altro saporetto.
Encaenia, la dedicazione della chiesa.
Ephestris et epitogium, mantello, che i dottori oltramontani portano sopra la veste.
Ephippium, sella da cavallo, quindi Equus ephippiarius, il cavallo da sella.
Epistomium, l'autor prende qui per lo becco del boccale da dar acqua alle mani.
Epixenium, tagliero grosso o banco da tagliarvi sopra la carne cruda.
Equi meritorii, cavalli da vettura [da noleggio].
Evigilare, risvegliarsi.
Exentero, as, cavar le budella.
Exemplum, la prova.
Exfibulare, disfibiare [sfibbiare].
Exfungare, l'autore qui l'intende per torre il moccolo della lucerna.
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Faber clavilis, il magnano, il chiavaio, forse il fabbro che fa chiodi.
Facere sponsionem et augere sponsionem, fare crescere l'invito al giuoco.
Femoralia et feminicruralia, le brache, i cosciali.
Fibula, la fibbia.
Fistulosus caseus, cacio cavernoso o pieno di pertuggi.
Floces, la feccia del vino, che si cava dalle vinacce.
Focaceus panis, focaccia, o pan cotto al fuoco.
Folia lusoria, le carte da giuocare.
Follis, il pallone da giocare o palla a vento.
Fornicatus, a, um, cosa di fabbrica fatta a volta.
Foruli, le scansie de' libri.
Forum dulciarium. Vedi Dulciarium forum.
Forum fructuarium. Vedi Fructuarium forum.
Forum olitorium. Vedi Olitorium forum.
Fructuarium forum, piazza ove si vendono i frutti.
Fugitivarius, a, um, colui a cui s'impone la cura di ritrarre i servi o altri dalla fuga.
Fulcrum, il piede o banco o cavalletto della lettiera.
Fumale, il camino ove si fa il fuoco.
Fumalis vicus, è una strada in Valencia [calle del fumeral].
Furcinula, smoccolatoio [o forchetta].
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Gabata, scodelle alte.
Gallicae, arum, sono zoccoli pianelle da acqua, che usano i francesi. Onde ancora in alcuni luoghi d'Italia li dicon gallozze.
Ganeo, ghiotto, goloso, taverniero.
Gabella, lo spazio ch'è tra un ciglio e l'altro.
Glandulae, ghiande [ghiandole] sotto l'orecchio.
Globuli, bottoni da veste.
Glutinator librarius, il legatore di libri.
Graphis, lo schizzo o prima sbozzatura, o sia il disegno della pittura.
Gutturnium, boccale da dar acqua alle mani col becco o naso stretto.
Guttus, vaso col collo stretto.
Gynaeceum, stanza più segreta d'un palazzo per le dame.
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Hecta, l'ampolla o vescica che fa il pane, quando non è ben fermentato, e per altro caso.
Helcia, capestri.
Helciarius equus, cavallo da capestro.
Hieratica charta, carta imperiale.
Hippax, acis, cacio, formaggio di latte di cavallo.
Hircus, l'angolo dell'occhio.
Holochrysus, a, um, tutto d'oro purissimo.
Holocolax, adulatore.
Holosericus, a, um, tutto di seta.
Horologium machinale, che batte l'ore.
Hypaethra, luoghi di casa scoperti al cielo.
Hypocaustum, stufa da sudare o da scaldarsi.
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Incisura, l'autor l'intende per le linee e segni della mano.
Index, la mostra, ed intende qui l'autor quella carta, che si scuopre per vedere a chi spetti la mano a giuoco.
Innitor, eris, appoggiarsi.
Internodium, lo spazio, che è tra un nodo e l'altro delle dita.
Interula, la camicia; ma qui s'intende per un camiciotto di panno, che si porta d'inverno sopra della camicia.
Intriturae, sapori e cose tali da mangiare, fatte nel mortaio.
Iugale iumentum, bestia da giogo, da carretta.
Iuguli, quelle due fossette che sono sotto la gola, che si congiungono dalla parte dinanzi il collo col petto.
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Labrum, i, mastello, catino, conca o altro vaso tale, da lavarsi cose dentro.
Lacerna, sorte di tabarri o mantelli da viaggio.
Laminula, foglietto, piastrella [fetta].
Lapathum, è un'erba, della quale si trovano molte sorte, ed una è quella, che in Italia si dice romice.
Lararium, è la sacristia o cappella od oratorio, che gli antichi tenevano in casa, ove facevano orazione a' loro dei domestici e vi ponevano l'immagini degli stessi.
Leucophagum, vel leucopheum, il biancomangiare.
Ligulae astrictoriae, le stringhe.
Ligulae devinctoriae castrenses, cinture di spade.
Ligulae sericae, stringhe di seta.
Limbus, la fascia delle cappe e di ogn'altro vestito.
Lupus, pesce lupo, o sturione, come vogliono alcuni.
Lychnuchus, il lucernale [candelabro].
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Maena, pesce, che chiamano menola.
Maialis, il porco castrato.
Malluvium, il bacile da lavar le mani.
Mandibula, la mascella.
Matula, l'orinale.
Membrum, l'appartamento di casa, una parte di essa.
Militaris vicus, è una strada in Valenza da correre cavalli [calle de Caballeros].
Missus, il mandar una sorte di cibi a tavola dopo l'altra.
Murrha, pietra preziosa atta a farsene vasi.
Myxus, il lucignolo della lucerna.
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Nodus laxus, quel cappio ed anello largo, che si lascia nell'allacciar una stringa per poterla sciogliere.
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Observator, l'accusatore.
Obstragulum, la coperta.
Ocelli, occhietti de' bottoni.
Ocreae, borzacchini o stivaletti.
Ocreae itinerariae, stivali da viaggio.
Offendix, il laccio della berretta, che si lega sotto la gola.
Olitorium forum, piazza ove si vendono l'erbe.
Oluscularia mulier, donna che vende l'erbe.
Omphacium, agresto.
Orbiculi, i bottoni.
Oxyporum, salsa d'aceto.
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Palla, cappa o roba da portar di sopra.
Parthenon, la stanza delle vergini.
Pectorale, parte dinanzi del saio o giubbone.
Peniculus, pennello.
Perfunctorie, adverbium, summariamente.
Peripetasma, il cielo [baldacchino] del letto.
Periscelides, le brache, anco il grembiale.
Peristroma, coperta da letto.
Persica praecocia, albicocchi.
Philyra, un plico [risma] di carta.
Phrontisterium , cattedra o sedia [meglio aula, sala], ove si legge scienza.
Pistillarius, il pestatore.
Pollinctor, il pistore o panettiere.
Polubrum, il bacile da lavar le mani.
Pollucibilia convivia, conviti che si facevano quando si dedicavano sacrifizi ad onore di qualche idolo dai gentili.
Popino, goloso, ghiotto, taverniero.
Poples, la piegatura della gamba sotto il ginocchio.
Postilena, lo straccale delle barde e de' basti delle bestie da soma, e la groppiera del cavallo, che sta sotto la sella.
Praefectus urbis, il governatore o capitano della terra.
Praetor capitalis, il giudice de' malefici.
Prodromi ficus, fichi primaticci.
Proletari, vili, plebei di poco conto.
Promptuarium, la dispensa.
Propola, il rivenditore.
Prymnesium, il palo ove si lega la nave.
Ptisana, il latte o succo, che si cava dall'orzo o dal frumento, benché oggi si pigli per l'acqua d'orzo.
Pultarius, scodella o pignatta da minestra.
Pulvinus, il cuscino.
Pyrolabe, la molla o la tenaglia.
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Quasillus o quasillum, cestella o sportella.
Querquedula, è č un uccello che nuota nell'acqua, come l'anatre [arzavola].
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Radii pectinis, i denti del pettine.
Rhombulus, qui è posto per la carta da giuocare, che si dice quadri.
Rhythmus, il verso, il numero, la rima, la consonanza.
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Sandaracatus, inverniciato.
Saperda, savio [ironicamente], e ha ancora altri significati, ch'è nome d'un pesce di tristo sapore, et significa ancora il letame.
Scalae cochlides, scale a lumaca.
Schedium, la prima sbozzatura di composizione senza essere ritoccata e rivista.
Scirpus Indicus, è un giungo grande d'India, che usano i signori in vece di bacchetta.
Scrobiculus, fossetta piccola che si fa in terra.
Secundarius panis, pane grosso, cioè semoloso, pan di tritello, che si fa dopo cavato il meglio della farina.
Segmentatus, fatto a scacchi, intraversato.
Sella plicatilis, seggia che si piega, come sono tutte quelle di corame, che usano i gentiluomini, e quelle di legno fatte a lista, che si piegano o stringon l'una parte con l'altra.
Sella reclinatoria, seggia all'antica e che s'usa ancora oggi, che non si piega insieme, ma ha una parte di dentro da appoggiar le spalle.
Sericum gausapinum, velluto.
Silatum, la colazione del mattino.
Similago, il fiore della farina.
Simus, uomo col naso ritorto in su.
Solea, pesce sogliola, linguata.
Spatalium, un ramo di palma co' frutti.
Speusitiius panis, pane che si cuoce presto.
Spheristerium, luogo o stanza da giuocar la palla, ma qui ponesi per lo giuoco stesso.
Sphaerula, la pallotta, la palla da giuocare.
Stapeda, la staffa.
Structor, qui vale per lo trinciatore.
Strues, fascio o catasta di legno, o di altro.
Struthionice, a guisa di struzzo, uccello che digerisce il ferro.
Stuferi, son monete della Fiandra o della bassa Lamagna.
Subucula recens, camicia nuova o bianca.
Sudariolum, il fazzoletto o moccador del naso.
Succussator recens, cavallo che va di trotto [dall'andatura rigida].
Suffio, suffumigo, profumo.
Sufflaminare, inchiodar la ruota della carretta o acconciarle alcuna cosa, che non vada lenta e non si muova.
Sulphurata, i solfanelli [zolfanelli] da accender fuoco.
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Taberna coctilicia, fornace, ove si cuocono mattoni o altro, e nel quale alcuni fanni cuocere o seccar la legna, e questo intende l'autore in questo luogo.
Tessellatus, fatto a mosaico.
Testuacius, cotto in pignatta di creta.
Testudo, il liuto o viola da suonare.
Theca pulveraria, il polverino da gittar la polvere sopra le lettere.
Thorax diplois, il giubbone imbottito.
Thyrsus, il torso, cioč il sugo [torsolo] dell'erbe, come sono quei della lattuca e altre tali.
Tibialia, le calzette dal ginocchio in giù.
Tibicines, l'intende l'autore per i piedi della tavola da mangiare.
Titio, il tizzone da fuoco. Vedi Torris.
Tomentum, qui vale per quella lana e pelo che sta dentro la palla da giuocare [e il materasso].
Torris, il tizzone di fuoco, benché alcune volte si dice Titio, quando il tizzone è levato dal fuoco, e Torris, quando arde.
Tragemata, i frutti, le confezioni ed altre cose tali, che si portano in tavola nel fine del mangiare.
Triclinium, luogo dove si mangia.
Trulla, il vaso dove si va del corpo.
Tudicula, la cucchiaia grande da ministrare [mestolo].
Tunica manicata, veste con maniche.
Turunda panis, fetta di pane.
Thynnus, il tonno, pesce.
Tympana, qui vale per piatti ove si mettono frutti o altre cose in tavola.
Typhaceus panis, pane semoloso o di tritello o simile.
Tiro, il principiante.
Tyrocnestis, la grattacacio di ferro [grattugia].
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Udones, calzette o pedali di lino.
Uncinuli et orbiculi, gli uncinelli fatti di fil di ferro o di ottone, le lor magliette o ciappe.
Urceolus, boccale o vaso da buttar acqua.
Urnarium, la scafa o lavatoio di pietra, o quella tavola o luogo in cucina, ove si tengono i vasi con acqua.
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Vallecula, quel basso, ch'è fra il mento e il labbro di sotto.
Vehentem, id est qui vehitur.
Vertebra cruris, la cavicchia della gamba.
Vibrissae, i peli di dentro al naso.
Viere dolia, cerchiar le botti.
Villatum, panno accotonato o di frisetto, cioè panno riccio di pelo, pelo che s'usa a far cappe e saioni et c.
Vincula vestiaria, le stringhe e le cinture.
Vola, la palma della mano.
Vomerculi, le picche, cioè quelle carte da giuocare.
Vulsellae, le mollette da cavar i peli [pinzette].
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F I N I S.